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Progetto "In viaggio... tra segni simboli pregiudizi e immaginari"

Ricerca realizzata dagli studenti della Classe terza B>>> , guidati dall'esperto esterno Giovanni Giangreco (Soprintendenza ai Beni Culturali) e dai docenti tutor: Bice De Lumè, Daniela Antonaci, Bruno Nicolardi e Gilda Strambaci.



CHIESA DI SAN SOLOMO


Denominazione: San Solomo Facciata della Chiesa
Ubicazione: Via provinciale Botrugno- Sanarica, località Macchie
Tipologia: Chiesa a pianta longitudinale ad aula unica coperta a spioventi ad incannucciata (a
cannizzu) con campanile a vela.
Orientamento: Ovest-Est
Fruizione: Nessuna
Note: La chiesa, attualmente in restauro, è stata recuperata, dopo decenni di abbandono e parziale crollo delle strutture in elevato e dell’intero tetto, con risorse del Comune, della Provincia di Lecce e
della Regione Puglia per opera di un gruppo di volontari (Club ’79). La festa di S.Solomo si
festeggiava tre volte all’anno: il 20 maggio, il 21 giugno e il 18 novembre.

STATO GIURIDICO
Definizione Canonica: nessuna
Proprietà: Parrocchia di Castiglione
Note: Anticamente la chiesa era di proprietà privata, dei marchesi Castriota, come si evince dall’epigrafe
murata sulla parete absidale a destra dell’altare ed era una rettoria. Dal 1841 la chiesa appartiene alla
parrocchia di Castiglione, diocesi di Otranto.

TUTELA
Vincolo:
Legge Statale: D. L.gv. 490/99, Tit. I
Legge Regionale: P. U. T. T. / 2000
Strumenti Urbanistici: P.d.F. 1976
Furti: campana, fregi, altari, cornici e parte dei conci delle murature (a causa del lungo abbandono).

STORIA
Epoca: Secc. ?; XV; XVIII
Autore: Ignoto architetto salentino
Maestranze: salentine
Iscrizioni:


Interno
Lastra in pietra leccese incassata nella parete absidale, a destra dell’ altare: “ MARCHIONI CASTRIOTA OLIM / CASTILIONIS NUNC R(EVEREN)DO CAPITOLO/ LOCUS SOLOMO DICATUM PERTINET/ SACELLUM / SENTENTIA TRIBUNALIS CIVILIS SUB/ DIE. X. MAIJ. 1841 ALETII/ DATA/”
Sulla parete destra nell’affresco si intravedono tracce di lettere greche dipinte di bianco relative alla iscrizione esegetica appartenente alla figura affrescata, che, secondo la tradizione locale, raffigura il titolare S. Solomo.

Interno della chiesaNote: Non conosciamo con esattezza l’epoca di fondazione della Chiesa; la costruzione oggi esistente è probabilmente successiva ad un’altra preesistente della quale non è ipotizzabile la collocazione cronologica. L’edificio odierno, ad aula unica, è suddiviso in due ambienti da un arcone che regge le coperture e la cui funzione originaria sembra essere stata quella di dividere l’area presbiteriale da quella della navata; tale ipotesi è rafforzata dalla presenza delle monofore poste sui tre muri esterni dell’area presbiterale. Attualmente vi è un solo altare sotto al quale, in prossimità della pedana, si vede una serie di conci murati in sequenza concava orientata verso la navata alla profondità di circa 40cm dalla quota del pavimento: potrebbe trattarsi di ciò che rimane di un precedente catino absidale e quindi di una diversa articolazione dell’area presbiteriale originaria. Tale invaso ha avuto funzione sepolcrale fino alla fine del XIX secolo.
Sulla parete destra della chiesa, entro un incasso del muro, vi è un’immagine dipinta a fresco cheDipinto a fresco di San Solomo tradizione popolare attribuisce al santo titolare della chiesa , S. Solomo, raffigurato a cavallo e ormai ridotto a poche tracce di colore.
La facciata si presenta rimaneggiata nella parte centrale, dove un grande arco evidenzia gli interventi statici eseguiti per permettere la collocazione a forza del portale architravato e della soprastante finestra centinata.
Le falde degli spioventi sono arricchite da una cornice a lieve sporto e sulla cuspide si erge il basamento decorato a volute su cui sorgeva, probabilmente, una croce.
Sul lato destro della facciata in corrispondenza del cantonale si trova incassato un concio sagomato su tre lati la cui testata raffigura un antico stemma, forse del XVI sec., raffigurante delle insegne araldiche, di cui non conosciamo con certezza la provenienza ma che parrebbe avvicinarsi a quelle dei Maremonti.

Altare: addossato alla parete absidale ed evidentemente mutilo, esiste un unico altare che un tempo era dedicato alla Madonna delle Grazie (della quale esisteva una raffigurazione affrescata) come ci informano i documenti. Rimane soltanto la mensa modanata retta da due piedritti lisci con un dossale decorato da una croce raggiata e da volute a lieve sporto, il tutto su una pedana. Ai lati dell’altare vi sono due mensole che fungono da pastoforia con le mense decorate a finte tovaglie e i bordi a merletti. Non c’è più traccia dell’altare del titolare della chiesa S. Solomo del quale rimane il lacerto di affresco (forse del XV sec.) entro l’incasso nella parete laterale destra esposta a sud; tale affresco potrebbe rappresentare la pala dipinta dell’antico altare scomparso.
La chiesa sorgeva lungo un percorso anticamente molto frequentato dai pellegrini, i quali dalle zone della costa adriatica si dirigevano verso la chiesa di S.M. del Piano, (ubicata oltre la cappella della Madonna della Serra verso Nociglia) per raggiungere la via che conduceva al Santuario di Leuca. Per questo, accanto alla chiesa vi era l’ospedale per i pellegrini che oggi non esiste più, così come a Castrignano dei Greci, dove era dedicato a S. Maria delle Puzze.


CONSERVAZIONE


Chiesa in restauroInterventi eseguiti: anno 2000: restauro completo insieme con il romitorio, su progetto dell’architetto
Salvatore Verardi e dell’ingegnere Antonio Manzo, ditta esecutrice dei lavori Cosimo Colella di Botrugno.

Interventi previsti: in assenza di una precisa destinazione d’uso, la Scuola Media di Botrugno avanza formale richiesta al Comune di Botrugno e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Puglia di Bari per l’ adozione del complesso Architettonico di San Solomo, costituito dalla Chiesa, dal romitorio e dalle pertinenze relative. Gli studenti di Botrugno potranno così fruire di uno spazio privilegiato per la realizzazione delle manifestazioni culturali, relative al territorio della propria città e di interesse formativo.

BIBLIOGRAFIA
PAPA Vito, Botrugno da casale a comune, Cavallino, Capone editore, 1989
BOCCADAMO Vittorio, Terra d’Otranto nel Cinquecento.La visita pastorale dell’Archidiocesi di Otranto del 1522, Galatina, Congedo, 1990,pag. 68.


ARCHITETTURA RELIGIOSA


Chiesa dello Spirito Santo

Chiesa della Madonna Assunta

Chiesa della Madonna di Costantinopoli


Chiesa di San Solomo


Romitorio


Chiesa della Madonna della Serra


Cappella del Carmine


Cappella di Sant'Anna (palazzo baronale)


Calvario


Edicole

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