
STATO GIURIDICO
Definizione Canonica: nessuna
Proprietà: Parrocchia di Castiglione
Note: Anticamente la chiesa era di proprietà privata,
dei marchesi Castriota, come si evince dall’epigrafe
murata sulla parete absidale a destra dell’altare ed era una rettoria.
Dal 1841 la chiesa appartiene alla
parrocchia di Castiglione, diocesi di Otranto.
TUTELA
Vincolo:
Legge Statale: D. L.gv. 490/99, Tit. I
Legge Regionale: P. U. T. T. / 2000
Strumenti Urbanistici: P.d.F. 1976
Furti: campana, fregi, altari, cornici e parte dei conci
delle murature (a causa del lungo abbandono).
STORIA
Epoca: Secc. ?; XV; XVIII
Autore: Ignoto architetto salentino
Maestranze: salentine
Iscrizioni:
Interno
Lastra in pietra leccese incassata nella parete absidale, a destra dell’
altare: “ MARCHIONI CASTRIOTA OLIM / CASTILIONIS NUNC R(EVEREN)DO CAPITOLO/
LOCUS SOLOMO DICATUM PERTINET/ SACELLUM / SENTENTIA TRIBUNALIS CIVILIS SUB/
DIE. X. MAIJ. 1841 ALETII/ DATA/”
Sulla parete destra nell’affresco si intravedono tracce di lettere greche
dipinte di bianco relative alla iscrizione esegetica appartenente alla figura
affrescata, che, secondo la tradizione locale, raffigura il titolare S. Solomo.
Note:
Non conosciamo con esattezza l’epoca di fondazione della Chiesa; la
costruzione oggi esistente è probabilmente successiva ad un’altra
preesistente della quale non è ipotizzabile la collocazione cronologica.
L’edificio odierno, ad aula unica, è suddiviso in due ambienti
da un arcone che regge le coperture e la cui funzione originaria sembra essere
stata quella di dividere l’area presbiteriale da quella della navata;
tale ipotesi è rafforzata dalla presenza delle monofore poste sui tre
muri esterni dell’area presbiterale. Attualmente vi è un solo
altare sotto al quale, in prossimità della pedana, si vede una serie
di conci murati in sequenza concava orientata verso la navata alla profondità
di circa 40cm dalla quota del pavimento: potrebbe trattarsi di ciò
che rimane di un precedente catino absidale e quindi di una diversa articolazione
dell’area presbiteriale originaria. Tale invaso ha avuto funzione sepolcrale
fino alla fine del XIX secolo.
Sulla parete destra della chiesa, entro un incasso del muro, vi è un’immagine
dipinta a fresco che
tradizione popolare attribuisce al santo titolare della chiesa , S. Solomo,
raffigurato a cavallo e ormai ridotto a poche tracce di colore.
La facciata si presenta rimaneggiata nella parte centrale, dove un grande
arco evidenzia gli interventi statici eseguiti per permettere la collocazione
a forza del portale architravato e della soprastante finestra centinata.
Le falde degli spioventi sono arricchite da una cornice a lieve sporto e sulla
cuspide si erge il basamento decorato a volute su cui sorgeva, probabilmente,
una croce.
Sul lato destro della facciata in corrispondenza del cantonale si trova incassato
un concio sagomato su tre lati la cui testata raffigura un antico stemma,
forse del XVI sec., raffigurante delle insegne araldiche, di cui non conosciamo
con certezza la provenienza ma che parrebbe avvicinarsi a quelle dei Maremonti.
Altare: addossato alla parete absidale ed evidentemente
mutilo, esiste un unico altare che un tempo era dedicato alla Madonna delle
Grazie (della quale esisteva una raffigurazione affrescata) come ci informano
i documenti. Rimane soltanto la mensa modanata retta da due piedritti lisci
con un dossale decorato da una croce raggiata e da volute a lieve sporto,
il tutto su una pedana. Ai lati dell’altare vi sono due mensole che
fungono da pastoforia con le mense decorate a finte tovaglie e i bordi a merletti.
Non c’è più traccia dell’altare del titolare della
chiesa S. Solomo del quale rimane il lacerto di affresco (forse del XV sec.)
entro l’incasso nella parete laterale destra esposta a sud; tale affresco
potrebbe rappresentare la pala dipinta dell’antico altare scomparso.
La chiesa sorgeva lungo un percorso anticamente molto frequentato dai pellegrini,
i quali dalle zone della costa adriatica si dirigevano verso la chiesa di
S.M. del Piano, (ubicata oltre la cappella della Madonna della Serra verso
Nociglia) per raggiungere la via che conduceva al Santuario di Leuca. Per
questo, accanto alla chiesa vi era l’ospedale per i pellegrini che oggi
non esiste più, così come a Castrignano dei Greci, dove era
dedicato a S. Maria delle Puzze.
CONSERVAZIONE
Interventi
eseguiti: anno 2000: restauro completo insieme con il romitorio, su progetto
dell’architetto
Salvatore Verardi e dell’ingegnere Antonio Manzo, ditta esecutrice dei
lavori Cosimo Colella di Botrugno.
Interventi previsti: in assenza di una precisa destinazione d’uso,
la Scuola Media di Botrugno avanza formale richiesta al Comune di Botrugno
e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio, per il Patrimonio
Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Puglia di Bari per l’
adozione del complesso Architettonico di San Solomo, costituito dalla Chiesa,
dal romitorio e dalle pertinenze relative. Gli studenti di Botrugno potranno
così fruire di uno spazio privilegiato per la realizzazione delle manifestazioni
culturali, relative al territorio della propria città e di interesse
formativo.
BIBLIOGRAFIA
PAPA Vito, Botrugno da casale a comune, Cavallino, Capone editore, 1989
BOCCADAMO Vittorio, Terra d’Otranto nel Cinquecento.La visita pastorale
dell’Archidiocesi di Otranto del 1522, Galatina, Congedo, 1990,pag.
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