[Vai al contenuto] | [Home page] |


Progetto "In viaggio... tra segni simboli pregiudizi e immaginari"

Ricerca realizzata dagli studenti della Classe terza B>>> , guidati dall'esperto esterno Giovanni Giangreco (Soprintendenza ai Beni Culturali) e dai docenti tutor: Bice De Lumè, Daniela Antonaci, Bruno Nicolardi e Gilda Strambaci.



CHIESA MADONNA DI COSTANTINOPOLI


Denominazione: Chiesa Madonna di Costantinopoli facciata della chiesa della Madonna di Costantinopoli
Ubicazione: Largo Indipendenza, via Pirandello, via Convento.
Tipologia: Chiesa conventuale ad aula unica (con pseudonavata minore non comunicante), con
cappelle laterali entro arcate, voltata a spigolo alla leccese.
Orientamento: Ovest-Est.
Fruizione: Aperta al culto.
Note: La chiesa, con l’attiguo convento, appartenne per i primi tre anni agli Agostiniani; dopo passò ai frati Minori Osservanti fino alla soppressione e, da allora, fu officiata dal clero diocesano.
.

STATO GIURIDICO
Definizione: Canonica: Rettoria
Proprietà: Ecclesiastica
Dati Catastali: Foglio 6 particella B

4. STORIA
Epoca: Secc. XVI; (1600); XVIII; XX
Autore: Ignoto architetto salentino
Maestranze: Salentine
Iscrizioni:
Interno:

Retrofacciata, lastra in marmo bianco sulla porta d’accesso,: ” D(EO). O(PTIMO). M(AXIMO)./ FRANCISCALIS HAEC ECCLESIA/ BEATAE VIRGINI COSTANTINOPOLITANAE DICATA/ INIURIA TEMPORUM/ HAC HOMINUMQUE RELICTIONE VASTATA/ AB IGNATIO/ A CLARISSIMIS MARCHIONIBUS GUARINI/ EIUSQUE A PIISSIMA UXORE/ TERESIA/ AB ILLUSTRIBUS DYNASTIBUS LUBELLI/ REPARATA ORNATA/ ATQUE MUNIFICE DOTATA/ CORNELIO SEBASTIANO CUCCAROLLO/ A(NNO).D(OMINI). MCMXXXII/”.

Presbiterio, altare maggiore, pala, affresco della Madonna di Costantinopoli (Odegitria): “ [iscrizione in greco]”.

Presbiterio, parete destra, Cenotafio in pietra leccese, originariamente policromata, di Raffaele
Maramonte; epigrafe commemorativa incisa su una targa sorretta da due angeli; cornice, lato superiore:
” D(EO). O(PTIMO). M(AXIMO)./; specchiatura:”EN FRANCISCELLI GENITUS:MAREMONTIUS HEROS/ VICTUS MORTE: IACET: SOLAQUE MORS POTUIT./ EGREGIUS PIETATE ET BELLO INSIGNIS ET ARMIS/ AEQUAVIT MERITO NOMINA PRISCA VIRUM./ HIC DECUS, HIC SPLE(N)DOR SPES, HIC MAREMO(N)TIA SECU(M) / EST MORIENS UNA: TOTA SEPULTA DOMUS./ NOMEN FAMA CANIT: GESTORU(M) FAMA PERENNIS/ HIC TEGIT OSSA LAPIS: SPIRITUS ASTRA COLIT. /; cornice, lato inferiore, parte sinistra: “V(IXIT) AN(NOS) XLVI
M(ENSIS) I(UNUS)”, parte destra: “ A(NNO). D(OMINI). MCCCCCLXIIII ”/.

Statua raffigurante Raffaele Maramonte, petto della corazza, graffito: “ Siverio Manfredi / 4 – 6 Agosto 1704 “/; sul cuscino posto sotto i piedi, graffito: “ A di i9 di Maggio i602 / a7 hore di notte […] / 7 iorni avanti la pentecoste / Morse Cornelia de Blasi /.

cenotafio di Raffaele Maramonte Coperchio del sarcofago, cornice: “ HAEC PIETAT[E] RAPHAELIS [NO]V[I]SSIMA CONIUX HEC MONUME[NTA] VIRO CONDIDIT HIP[POLI]TA “.
[Sulla parte sinistra del coperchio, sono graffite alcune lettere greche; sul cuscino posto sotto la testa vi sono graffiti recenti ed altri più antichi che recano ancora tracce di colore. Sullo spallaccio destro dell’armatura si legge incisa la data 1596, ma si presenta molto ricalcata].

Presbiterio, parete destra, tazza del pulpito in pietra leccese dipinta: “AERE DOMI / NICI DE / MONOSI / [S]TEFAN[…] / EXT[RUXIT] /; sulla gola rovescia della cornice di base della tazza: “ 1771”.L’iscrizione, ridipinta male e con errori, ricopre quella originaria che si intravede incisa].

Note: Le notizie che possediamo sul convento di Santa Maria di Costantinopoli riguardano soprattutto la comunità francescana dei Minori Osservanti, insediatasi a Botrugno nell’anno 1600 e rimasta fino alla soppressione nel 1874. Il complesso conventuale era sorto, (presumibilmente nell’ultimo decennio del XVI secolo), ad opera del feudatario locale Tarquinio Maramonte per ospitare i Padri Agostiniani. Ma dopo soli tre anni di permanenza gli Eremitani di S. Agostino si allontanarono da Botrugno e subentrarono loro i Francescani.
Nonostante le gravi manomissioni alla facciata del convento, che l’hanno trasformata in quella di un palazzo borghese, le strutture originarie della fabbrica sono ancora riconoscibili e recuperabili. La chiesa, realizzata in forme tardorinascimentali, mantiene, sostanzialmente intatta, l’articolazione planimetrica originaria e testimonia, in particolare con gli arredi, la rilevanza storico-artistica del monumento.E’ protetta da una ringhiera metallica, sostenuta da un basamento e da pilastri in pietra leccese, sormontati da vasi neoclassici. Le attuali due navate - anche se la minore è interrotta dai setti che delimitano le cappelle del lato sinistro – Particolare dell'altare della Madonna di Costantinopolisembrano l’adattamento del vano originario (tradizionalmente ritenuto a tre navate) alle esigenze della Regola dei Francescani. Due sono comunque gli elementi caratterizzanti della chiesa che potrebbero averne condizionato la fondazione e l’esistenza: il titolo di Madonna di Costantinopoli e la presenza del monumento sepolcrale di Raffaele Maramonte, fratello del fondatore. Relativamente al titolo, giustificato dalla presenza dell’affresco trecentesco dell’altare maggiore, sappiamo dal De Giorgi che il dipinto proverrebbe da altra chiesa distrutta. Si tratterebbe del recupero di un culto di origine greca legato alla Vergine. La presenza del cenotafio di Raffaele Maramonte, raffigurato nelle sembianze del guerriero con le armi da parata – come era usuale tra i membri di quella famiglia feudale (sepolcro monumentale di Belisario Maramonte nella collegiata di Campi Salentina) –, farebbe ipotizzare ( anche se palesemente manomesso, forse nel XVIII sec.) come idea primaria per l’erezione della chiesa proprio la glorificazione delle gesta, del nome e dei fasti di questo personaggio.
La facciata, coronata a timpano spezzato con croce cuspidale affiancata dalle sculture di S.Antonio da Padova e da Santa Chiara, riflette, all’esterno, la suddivisione spaziale interna con le due specchiature scompartite da paraste lisce che corrispondono alle luci delle due navate. Il portale, di gusto tardomanierista, sostiene, sul cornicione della trabeazione, una figura angelica reggistemma inserita in un timpano spezzato a riccio con le insegne araldiche dell’Ordine Francescano: uno scudo quadripartito.

Altari:
Lato sinistro
1^ cappella, alt. San Michele Arcangelo, con tela a centina mistilinea, sec. XVIII, ignoto pittore salentino, ridipinta. Stipo a muro con scultura della Madonna del Rosario, XVIII sec., cartapesta.
2^ cappella, alt. S. Francesco consolato da un angelo dopo aver ricevuto le stimmate, tela a centina mistilinea, sec. XVIII ridipinta; nel sarcofago della mensa, scultura lignea policromata di Cristo Morto, XVIII sec.
3^ cappella, alt. S. Antonio da Padova, con scultura lignea policromata entro l’ edicola absidata dell’ancona, sec. XVIII, ignoto intagliatore francescano; nella mensa stemma dei Castriota.
Presbiterio
Altare Maggiore, affresco Madonna di Costantinopoli (Odigitria) sec.XIV, con iscrizioni esegetiche in caratteri greci.
Retroaltare, dipinto monocromo, Crocefisso con simboli della
passione e iscrizione mutila alla base: “ STA[…]ACTA CORPORIS”

Lato destro
Particolare del dipinto dell'altare di San Domenico

3^ cappella, alt. San Domenico predica il Rosario, dipinto su tela, sec.XVIII, ridipinto; sulla mensa stemma dei Castriota.
2^ cappella, alt. Immacolata con i SS. Gennaro e Francesco da Paola, sec.XVIII, tela firmata “Xaverius Lillo Pinse”; sul fastigio si legge :”ALTARE
PRIVI:(LEGIATUM) QUOD/ PERPETU:(UM)”.
1^ cappella, alt. del Perdono di Assisi, dipinto su tela del XVIII sec.; ridipinta.

BIBLIOGRAFIA

DE GIORGI Cosimo, La provincia di Lecce. Bozzetti di viaggio. Lecce, Spacciante, 1888, vol. 2°, pagg. 82-84
FILONI Salvatore, La scultura barocca leccese, tesi di laurea, a.a. 1985-86, Università di Bologna, Fac. Lettere e
Filosofia, pagg. 313-314.
PAPA Vito, Botrugno da casale a comune, Cavallino, Capone editore, 1989.
PERRONE Benigno Francesco, La regolare osservanza francescana nella terra d’Otranto. I conventi della provincia
minoritica di Sant’antonio, Schede storiche ( 1733-1897). Galatina, Congedo,
1993, pagg. 161-172.


ARCHITETTURA RELIGIOSA


Chiesa dello Spirito Santo

Chiesa della Madonna Assunta

Chiesa della Madonna di Costantinopoli


Chiesa di San Solomo


Romitorio


Chiesa della Madonna della Serra


Cappella del Carmine


Cappella di Sant'Anna (palazzo baronale)


Calvario


Edicole

un servizio La pagina si apre in una nuova finestra - scuola e servizi Scuolaeservizi
[Torna all'inizio del contenuto] [Torna al menu di navigazione] [Home page]